
Campagna Porta la Sporta 2012
Il comitato promotore costituito dall’Associazione dei Comuni Virtuosi, dal WWF, da Italia Nostra, dal Touring Club Italiano e da Adiconsum, con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente, lancia la terza edizione della settimana nazionale “Porta la Sporta” .
Scopo di questo evento annuale è portare ad un pubblico sempre più vasto i temi e il progetto di Porta la Sporta che dal marzo del 2009 si è assunto il compito di far crescere nell’opinione pubblica una maggiore consapevolezza ambientale. Attraverso un’informazione mirata su quali siano le conseguenze dei nostri stili di vita e di consumo sullo stato attuale del pianeta e la proposta di alternative di consumo più sostenibili si è cercato di accelerare un cambiamento non più rimandabile. Ciascuno di noi deve essere consapevole che in ogni gesto quotidiano è possibile fare molto per diminuire la pressione sulle risorse naturali e senza provare alcun fastidio o fatica, anzi, traendone persino soddisfazione! Perché allora non passare dalle intenzioni ai fatti e trasmettere il messaggio?
L’evento “Porta la Sporta”, ideato e gestito dall’efficientissima Silvia Ricci, si propone di coinvolgere durante la settimana quanti più soggetti possibili a partecipare con iniziative che abbiano come obiettivo la prevenzione e la riduzione degli imballaggi e di altri articoli usa e getta che fanno crescere la nostra pattumiera aggravando il consumo di risorse. A scelta, i partecipanti alla settimana potranno promuovere nella loro comunità azioni come l’adozione della sporta così come di altre soluzioni che eliminino o sostituiscano il monouso con soluzioni riutilizzabili o prodotti adatti all’uso multiplo. Vengono qui in aiuto le specifiche iniziative all’interno della campagna come Meno plastica per tutti, Mettila in rete e Sfida all’ultima sporta per scuole e negozi.
La campagna in sintesi
La Campagna Porta la Sporta è l’unica realtà che dal marzo 2009 ha lavorato intensamente a livello nazionale e in modo mirato per preparare l’opinione pubblica al divieto dei sacchetti di plastica di cui si parlava dal 2007. Attraverso un’attività di comunicazione capillare ha promosso presso enti locali, associazioni di varia natura e aziende, tra cui la grande distribuzione, un pacchetto mirato alla riduzione del sacchetto monouso. Con il supporto del suo sito ha fatto informazione sul danno ambientale derivato dalla plastica ma anche sulla necessità di andare oltre ad un consumo “usa e getta” per evitare che, invece di ridurre drasticamente il consumo di plastica, si possa passare, a parità di consumo, a produrre altro “usa e getta” da risorse di origine vegetale. La biodegradabilità dei materiali non annulla l’impatto ambientale complessivo dell’imballaggio e non può costituire un alibi per continuare a fare spreco di risorse invece di considerare altre modalità di erogazione e distribuzione dei prodotti. Dal sistema del vuoto a rendere a metodi di erogazione alla spina o all’ideazione e messa in commercio di una nuova generazione di prodotti concentrati dove l’acqua la mette il consumatore a casa.
L’obiettivo primario della campagna è quello di promuovere un cambiamento verso stili di vita e di consumo meno impattanti ripensando i gesti quotidiani. Si è scelto di partire dal sacchetto di plastica in quanto emblema del nostro consumismo per provocare un ripensamento sull’uso improprio della plastica nell’usa e getta e sull’assurdità di sprecare energia e risorse preziose per soddisfare comodità momentanee e compromettere il futuro delle generazioni a venire. Allo stesso tempo la campagna, in sinergia con le associazioni partner, propone ai protagonisti della filiera alimentare dai produttori ai distributori di velocizzare un processo di cambiamento che metta i consumatori in condizione di acquistare a livello capillare prodotti a basso impatto ambientale e di imballaggio o prodotti sfusi. Con questa richiesta che verrà sempre più esplicitata sollecitando la ri-progettazione del packaging di prodotti di uso comune quando migliorabile, la campagna si fa portavoce delle innumerevoli sollecitazioni ricevute da cittadini, movimenti spontanei e amministrazioni comunali che intendono andare verso una gestione “rifiuti zero” o meglio di “riciclo totale”.
Ulteriori dettagli sull’iniziativa e sulle modalità di adesione si trovano sull’homepage del sito di porta la sporta http://www.portalasporta.it/index.htm
5 risultati a“Torna la Settimana Nazionale “Porta la Sporta” dal 14 al 22 aprile 2012”

Qui troverai idee, progetti, pensieri e azioni capaci di costruire un futuro migliore
In carica...
Ottime le sporte in tela, più resistenti della buste di plastica riciclabili, che si rompono con estrema facilità, facendo restare le massaie in panico nel parcheggio del supermercato con la spesa spalmata per terra! La vendita degli alimenti e di altri articoli sfusi è apprezzabile, ma il consumatore credo metta in atto delle “resistenze”, forse legate – nel caso degli alimenti – anche agli aspetti igienici di prelevare da un contenitore unico. Un grande passo in avanti le aziende lo potrebbero fare riducendo a monte i loro imballaggi, spesso sovrabbondanti e inutili (come, ad esempio, il cartone che contiene due vasetti di yogurt).
Bella inniziativa! Ce ne vorrebbero di più!
che bravi amministratori!!!!!!!!!
Per ridurre i contenitori si può ricorrere all’utilizzo di saponi solidi disponibili in diverse formulazioni e fragranze. Esistono inoltre anche balsami e shampoo in forma solida e acquistabili anche online. Volendo ricorrere a detergenti liquidi le possibilità consistono nell’aderire a Gruppi di Acquisto Solidale GAS e trovare aziende locali disponibili a vendere con contenitori a rendere. Oppure cercare negozi di prossimità che vendono prodotti sfusi che tengano anche questa linea di detergenza come ad esempio i Negozi leggeri di Torino, i punti vendita Effecorta. In alternativa ci sono linee di prodotti di base per il corpo acquistabili in contenitori a ricarica realizzati con imballaggio flessibile che riducono dal 70 all’ 82% il consumo di plastica, come la linea Coop.