Ci risiamo!
La manovra sulle liberalizzazioni del governo Monti, largamente condivisa dalle forze politiche che lo sostengono, ripropone la privatizzazione forzata dei servizi pubblici!

Privatizzazioni

Privatizzazioni

Si privatizza  naturalmente senza distinguere, a prescindere! L’importante è consegnare al “mercato”  fette importanti di servizi essenziali per i cittadini. Al “mercato” e alle stesse logiche che hanno determinato la crisi economica e sociale che sta esplodendo sotto i nostri piedi.
I professori degni dell’appellativo, non dovrebbero mai smettere di imparare, non dovrebbero recitare dei mantra assoluti senza avere la capacità di spiegarli, dovrebbero essere in grado  dimostrare con i numeri le ragioni delle loro scelte.
E allora proviamo noi a dare qualche numero, a partire da 2 casi concreti:
1. Il mio Comune- Ponte nelle Alpi- si attesta su una percentuale di differenziazione (media 2010) dell’88,04%. Si è passati da una percentuale di raccolta differenziata del 22,4% del 2006, all’81,6% del 2008,  all’85,01% del 2009, fino ad arrivare al 88.04% nel 2010. Il dato ancora più significativo però, è la riduzione della produzione di rifiuto secco indifferenziato: nel 2006 abbiamo portato in discarica 2938,24 tonnellate di rifiuto secco indifferenziato, nel 2010 solo 248  tonnellate: una riduzione pari all’ 91,56%%.  Nel 2006 ogni cittadino del nostro comune produceva 348 Kg di rifiuto secco indifferenziato, nel 2010 ne ha prodotto in media 29,04 Kg. Considerando anche la frazione organica auto smaltita a domicilio con il compostaggio domestico secondo il metodo utilizzato da Arpa Veneto, a Ponte nelle Alpi  raggiungiamo il 90,32% di raccolta differenziata (dati 2010). Siamo da qualche anno considerati il comune con le migliori performances d’ Italia, recentemente la nostra esperienza è stata presentata a Bruxelles come riferimento delle migliori pratiche del settore.
Il servizio è gestito dalla Ponte Servizi srl una società 100% pubblica del Comune di Ponte nelle Alpi a cui il comune ha affidato direttamente la gestione del servizio. La Ponte Servizi srl è il braccio operativo dell’Amministrazione comunale che esercita tutte azioni di indirizzo e controllo sulla società.
La Ponte Servizi in 4 anni ha ottenuto  questi risultati riducendo i costi totali del servizio del 14,7% raddoppiando il numero degli occupati e applicando un sistema tariffario che premia, anche economicamente,  i comportamenti più virtuosi dei cittadini. Alla Ponte Servizi srl lavorano persone straordinarie competenti e capaci, vicine alle esigenze dei cittadini, attente nel riuscire a dare risposte efficaci a tutte le utenze (per noi non sono clienti) con una grande attenzione alle componenti più fragili della nostra comunità.

2. Il Consorzio Priula e il Consorzio Tv 3 gestiscono attraverso la loro società Contarina Spa, con un affidamento diretto, tutte le attività connesse alla gestione dei rifiuti, compresa la comunicazione all’utenza e la fatturazione. Complessivamente stiamo parlando di 49 comuni per un bacino di utenza servito di quasi 500.000 abitanti nella stessa area geografica. Mezzo milione di cittadini serviti con una raccolta differenziata porta a porta che supera l’80%, tutti a tariffa puntuale da anni! Il Consorzio Priula è stato il primo in Italia ad introdurre la raccolta differenziata porta a porta e la tariffa puntuale su larga scala e tutti quelli che si sono avvicinati a questo metodo devono qualcosa a questa esperienza, che a mio avviso non ha uguali in Europa.
Se  il provvedimento sulle liberalizzazioni non verrà modificato  queste due realtà verranno spazzate via, queste esperienze che dovrebbero essere, da un governo serio, prese a riferimento, verranno gettate in pasto al “mercato”.  Con quali vantaggi per i cittadini? Con quali vantaggi per il paese? Con quali vantaggi per l’ambiente?

Attualmente i cittadini serviti da queste due realtà hanno tariffe basse -sotto la media nazionale- e servizi di assoluta eccellenza, una gestione trasparente e vicina al territorio.
E chi arriverà a gestire questi servizi? Da dove? Con quali capitali?  C’è qualche professore o segretario di partito (di destra o di sinistra)  che è capace di spiegarmi perché dovrebbe subentrare nella gestione qualcun altro e con quali garanzie? È evidente che se saremmo costretti ad andare a gara qualsiasi concorrente sarà obbligato, per contenere i costi ed assicurarsi un profitto, a diminuire la qualità del servizio o a sfruttare  attraverso subappalti e società di comodo i dipendenti, oppure ad aumentare i costi finali a carico degli utenti.

Non ci possiamo nemmeno nascondere il rischio concreto che in questa enorme partita economica delle privatizzazioni, come dimostrano diverse indagini della magistratura,  la malavita organizzata possa trovare facili vie per riciclare denaro ed infiltrarsi nei comuni. Gli appalti si possono vincere anche sottocosto se lo scopo è ripulire i soldi sporchi.

Sappiamo che in Italia esistono anche pessime gestioni dei servizi pubblici, società di ogni colore che sono utilizzate per riciclare, piuttosto dei rifiuti, qualche politico trombato alle ultime elezioni. Società con consigli di amministrazione impresentabili e bilanci in rosso. Ma possibile che non si sia in grado di distinguere? Possibile?
Nel tritacarne della norma finiscono le società in house, i consorzi,  le aziende pubbliche sane trattate allo stesso modo di quelle deficitarie. L’Italia dell’efficienza, delle competenze, dei servizi pubblici di qualità, delle gestioni finanziarie oculate e trasparenti accomunata ai carrozzoni  che generano disservizi, assistenzialismo, sprechi, bilanci fuori controllo.
È evidente che norme che si propongono di mettere ordine nel settore delle partecipazioni degli enti locali non possono che basarsi su parametri ed indicatori di qualità gestionale, nell’effettivo raggiungimento degli obiettivi di settore previsti dalla normativa nazionale ed europea, nella verifica puntuale di bilanci, servizi erogati e performance societarie
Basterebbe utilizzare qualche semplice parametro:
•    Performances delle società pubbliche rispetto al raggiungimento degli obiettivi minimi previsti dalla legge (nel caso il superamento del 65% entro il 2012)
•    Bilanci in pareggio o in attivo negli ultimi tre anni di esercizio
•    Effettivo “controllo analogo” esercitato dai Comuni nei confronti della propria società (bilanci approvati in consiglio comunale, trasparenza dei costi di gestione, puntuale rispetto dei contratti di servizio ecc…
•    Costo medio/abitante sotto la media nazionale comparato alla quantità/qualità dei servizi erogati
Possibile che non si riesca in questo paese  a fare due conti (dovrebbe essere un lavoretto facile per dei tecnici) con un po’ di buonsenso? Perché non si definiscono degli indicatori di qualità? In modo che le gestioni che rientrano    in questi parametri possano continuare ad erogare servizi di qualità  e chi non è in grado di rispettarli entro un termine stabilito vada a  gara? Che cosa ci vuole per fare un ragionamento così semplice?
È  davvero triste e fa incazzare! Sono da anni assessore in un comune dove gli amministratori tentano quotidianamente, tra mille difficoltà, di dare un senso alla politica, di offrire servizi di qualità ai cittadini, di farlo con un approccio etico e responsabile e siamo  continuamente costretti  a difendere queste scelte da uno stato  che  con colpevole superficialità  e superbia ripropone ricette vuote e stantie.
Caro Monti, noi difenderemo questa nostra esperienza, contro la miopia  di queste norme e le ambiguità dei partiti che la sostengono. Se serve anche contro uno stato incapace di dare ascolto ai suoi figli migliori.
Orzes Ezio

13 risultati a“È davvero triste e fa incazzare…”

  1. SILVANA LO CASCIO ha detto:

    Non posso che condividere, una così valida e significativa esperienza oltre che estesa ad altri comuni va difesa ad
    ad oltranza anche ed eventualmente da uno Stato miope ed
    incapace. Ma tutto questo e veramente deprimente!

  2. Marco Calgaro ha detto:

    Pienamente d’accordo con Orzes. Ma in questi giorni Monti insiste a dire che liberalizzare non è la stessa cosa che privatizzare . Non ho capito bene perchè.
    Inoltre il Dlgs nr 138 del 13 agosto 2011 stabiliva che gli affidamenti in house (ovvero gli affidamenti diretti a società interamente pubbliche) sarebbero cessati entro il 31 marzo 2012: pare ora che la norma contenuta nel Decreto liberalizzazioni proroghi tale termine al 31/12/2012. Vi è tempo/spazio per azioni che difendano gli esempi di eccellenza di comuni come Ponte nelle Alpi ?
    Marco Calgaro – Novara

  3. simo ha detto:

    mi fai venire voglia di spostare la residenza da voi.

  4. Renato Pani ha detto:

    Il PD, del quale faccio parte, dovrebbe condizionare il suo voto favorevole al c.d. Decreto liberalizzazioni, all’applicazione dei criteri di selezione fra servizi da privatizzare e servizi da manteenere pubblici, sulla base dei parametri sopra enubnciati o di altri più raffinati che i professori dovrebbero essere ben capaci di individuare per distinguere il grano dalla pula.
    Rivolgo un appello a tutti i miei compagni di partito perché su questo ci facciamo sentire e non restiamo passivi. D’accordo per il principio “il Paese innanzi tutto” ma del Paese non possiamo lasciar buttare l’acqua “col putin dentro”!

  5. Ermanno ha detto:

    Carissimo Ezio,
    non posso che condividere in toto tutto quello che hai detto con grande passione ed enfasi, prodotti di un grandissimo lavoro quotidiano al Servizio del Cittadino; evidentemente queste due semplici parole le ho messo al maiuscole in quanto sono la chiave per amministrare bene. “Far star bene il cittadino” è in più di una Costituzione l’articolo di apertura, fine principale di uno Stato.
    Purtroppo chi ha fatto bene ha la consolazione di qualche premio o citazione particolare, ma al momento di tirare le somme rientra nell’anonimato del cambiamento a tutti i costi, solo per correggere gli errori degli altri e soddisfare gli appetiti delle imprese.

    Spero che queste tue considerazioni le espliciti anche a qualche rappresentante del Governo, attraverso anche la voce di Legambiente e del Ministero dell’Ambiente. Credo che la delusione dei primi della classe vada fatta conoscere e che i cittadini sappiano che anche nel pubblico si possono fare delle cose straordinarie, ancor più tali dove “l’utile” è uno sconto tariffario e non una voce di bilancio.
    Buon lavoro nella speranza che continui.
    Ermanno

  6. Paolo Andrissi ha detto:

    Assurdo !! Abbiamo appena vinto il referendum e questi ci riprovano!! Paolo Andrissi

  7. paola poldelmengo ha detto:

    L’esperienza di Ponte nelle Alpi è straordinaria e credo che il merito vada all’assessore. Vorrei un chiarimento: tempo fa veniva detto pubblicamente dal Comitato Rifiuti Zero che per lo smaltimento ( non la raccolta) esisteva un rapporto con il centro riciclo di Vedelago ( azienda privata ) e mi interessava in che termini.

    Liberalizzare non vuol dire privatizzare, vuol dire andare con appalti cui possono partecipare anche imprese pubbliche…i le in quale modo le imprese imprese pubbliche possano partecipare e da definire . e credo che per quello ci sia stata la proroga.
    Io ho fiducia nelle capacita di questo governo per la trasparenza, le competenze, i linguaggi usati ( mi sembra di rinascere) per il rispetto che dimostra verso interlocutori e avversari
    Certo che non è un governo di sinistra .. la linea Monti è di tipo liberale … , ma una sinistra raffazzonata e intrisa di pressapochismo e aggressività berlusconiana non mi piace. Mi piace quella che ho conosciuto tempo fa emiliana, quella di Pisapia, di Zedda, di De Magistris …
    per ora condivido di accettare sub condicio come dice l’amico Pani. Sono anch’io del grande PD

  8. Grazioso ha detto:

    Venerdì scorso a Belluno si è svolto un interessante incontro, organizzato dal circolo locale di Libertà e Giustizia sul tema dell’acqua e della sua gestione, con analisi che possono essere ben estese ad altri servizi essenziali.
    Il relatore, prof. Massarutto, ha realizzato un interessante quadro, a mio parere, sulle diverse possibilità di gestione dei beni pubblici, secondo un’ottica di efficienza.
    Ritengo che l’importante per l’interesse pubblico non sia chi gestisce il bene (soggetto pubblico o privato), ma come lo gestisce (con efficienza). Tale condizione richiede che il controllore (sempre un soggetto pubblico) sia cosciente del suo ruolo e lo svolga pienamente, fino in fondo.
    Non dobbiamo compiere l’errore di confondere la privatizzazione (cessione della prorietà) con la liberalizzazione del mercato (più gestori interessati competono tra loro). In molte situazioni all’estero i vantaggi per l’utenza sono stati generati proprio dalla libera competizione tra pubblico e privato.
    Tu hai esposto casi di effettiva grande efficienza da parte di una gestione pubblica, ma sappiamo benissimo che ci sono almeno attrettante situazione in cui una gestione inefficiente o peggio clientelare ha provocato danni estremi. Che il gestore fosse pubblico o privato è spesso l’inefficenza del ruolo di controllore che ha creato il danno per la collettività.

  9. Carlo Fadini ha detto:

    Il problema del pubblico/privato è il fine:
    _ Il privato, che dovrebbe investire una somma importante per avviare questa tipologia di servizio, si troverebbe come clientela i vari Comuni, con i relativi problemi di incasso e altri aspetti “politici”, inoltre il suo unico fine, oltre a garantire le norme vigenti a livello di % di raccolta, sarebbe il proprio guadagno

    _ Il pubblico, ha di contro la difficoltà nel trovare persone affidabili a cui far gestire queste società, trovare assessori disposti a combattere contro tutto e tutti per arrivare ad un risultato, mentre le risorse economiche, sarebbero il limite minimo in quanto è un investimento sul proprio territorio e su se stessi

    Non riesco ad immaginare una realtà privata che possa ottenere risultati virtuosi, in quanto ripeto, il fine unico di una attività privata è il guadagno, senza parlare in investimenti ulteriori che ricaderebbero prontamente sulla tariffa

    Bisogna battersi perchè questi esempi vengano divulgati, bisogna far capire che se le cose sono fatte bene, valgono la pena di essere fatte e non è necessario privatizzare qualsiasi servizio!

  10. Vincenzo ha detto:

    Conosco da tempo la vostra esperienza unitamente all’impianto di riciclo di Vedelago e alle performace del Consorzio Priula. Condivido pienamente le tue considerazioni che non c’è bisogno di privatizzare niente se la gestione pubblica è capace ed efficiente. Ma sopratutto se fa gli interessi dei cittadini.No all’incenerimento dei rifiuti sì al riciclo .
    Vincenzo Genovese

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