Un vivo ringraziamento a Marcello Somma e a tutto il gruppo di lavoro di Fater, alla Carla Poli e agli amici del Centro Riciclo di Vedelago, agli insostituibili compagni di viaggio della Ponte Servizi srl. e del Comune.

Con loro, prima ancora di questa memorabile sfida progettuale, abbiamo condiviso l’dea di un mondo migliore.

Pannolini

Pannolini

Trasformare i pannolini usati in arredi urbani ed oggetti in plastica, eliminarli dalle discariche, sottrarli dalle fauci degli   inceneritori questa la sfida vinta da Pampers con il Centro Riciclo Vedelago (TV) e il Comune di Ponte nelle Alpi (BL)  che stanno dando vita al primo sistema sperimentale in Italia di raccolta e riciclo dei pannolini usati.

I rifiuti sono energia, sono materia e lavoro “sprecati”, sono un indicatore della nostra inefficienza. Il “secco non riciclabile”     è una delle unità di misura dell’    l’insostenibilità del nostro sistema economico e produttivo. Rendere sostenibile il ciclo della produzione e del consumo, attraverso processi di miglioramento continuo è un impegno che a tutti i livelli le istituzioni devono sottoscrivere e praticare.

Ponte nelle Alpi vuole andare oltre la raccolta differenziata e affrontare, assieme ad aziende responsabili, le ultime frontiere dell’indifferenziato per giungere  al Riciclo Totale.

L’impatto dei pannolini

In Italia si producono ogni anno poco più di 32 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, il 3% di questi è rappresentato da prodotti assorbenti per la persona di tutte le marche (pannolini, assorbenti femminili, prodotti per l’incontinenza); il 77% dei pannolini  sono smaltiti in discarica il 23% negli inceneritori.  Nei primi tre anni di vita ogni bambino consuma in media  5000 pannolini usa e getta pari a  circa una tonnellata di rifiuti che vanno a finire in discarica o nell’inceneritore.

Tutti i vantaggi del riciclo del pannolino.

Il sistema riciclo promosso da Fater spa, Ponte nelle Alpi e il Centro Riciclo Vedelago riciclerà, a regime, circa 5.000 tonnellate/anno  di prodotti assorbenti per la persona.

Ambiente Italia, gruppo leader nella ricerca che opera nell’ambito dell’analisi, pianificazione e progettazione ambientale, ha validato la forte riduzione degli impatti ambientali derivanti dal progetto e quantificato i vantaggi per l’Ambiente i  Comuni e Cittadini.

Ambiente:

-     Riduzione di gas serra : il fine vita dei pannolini diventa carbon negative, infatti non solo recupera tutte le emissioni climalteranti generate dalla raccolta differenziata ma  porta addirittura un vantaggio di 17,7 kg di CO2 eq per tonnellata.

-     CO2 risparmiata nell’area in cui opera il sistema : 1.874 ton/anno pari alla CO2 catturata ogni anno da oltre 62.000 alberi.

-     Eliminazione rifiuti in discarica per il progetto : – 5.000 ton/anno considerando il riciclo fino alla creazione di nuova materia prima seconda;  - 4.600 ton/anno  considerando cautelativamente anche gli scarti derivanti dalle produzioni successive che utilizzano la nuova materia prima seconda.

-     Metri cubi di discarica risparmiati per il progetto specifico : 6.500 m3/anno

-     Materia prima recuperata : 2.500 ton/anno

-     Qualità dell’aria : -17 kg/anno di particolato, – 270 kg/anno di ossidi di azoto – 230 kg/anno di monossido di carbonio (rispetto alla soluzione inceneritore)

-     Riduzione di energia primaria : 11.609 MJ/anno equivale al consumo elettrico medio di più di 500 famiglie.

Comuni

-     Inferiore costo per il conferimento : nel caso di Ponte nelle Alpi, il comune oggi paga 192,23 euro per conferire in discarica 1 tonnellata di rifiuto indifferenziato (totale residuo secco).

Cittadini

-     Servizio efficiente di differenziata per la frazione prodotti assorbenti per la persona tramite contenitori stagni in casa in cui versare i pannolini usati. 400.000 gli utenti potenziali del progetto pilota a regime.

- La differenziata specifica sui pannolini sottrae volume e peso al totale frazione residua     secca delle singole famiglie sulla quale i cittadini versano la TIA a volume

Economia

Nuova materia prima seconda :

-     da una tonnellata di pannolini usati riciclati si ottengono quasi 150 kg di plastica da usare in nuove produzioni (arredi urbani,      oggetti ecc.) e più di 350 kg di materia organico-cellulosica da usare per la produzione di cartoni o come fertilizzante capace di restituire nutrienti a terreni depauperati.

Come funziona il processo per riciclare i pannolini

-     Il presupposto è la raccolta differenziata specifica per i prodotti assorbenti per la persona usati

-     I prodotti (pannolini per bambini e pannoloni) vengono raccolti separatamente dal Comune di Ponte nelle Alpi che li conferisce al Centro Riciclo Vedelago

-     Il processo tecnologico che dà nuova vita ai prodotti assorbenti per la persona trasformandoli in materia prima seconda presenta un primo contenitore in cui vengono accumulati i prodotti (1)

-     Il processo agisce  tramite vapore a pressione (2)

-     In tutte le sue fasi non utilizza agenti chimici aggiunti ma solo vapore

-     I pannolini usati vengono così sterilizzati; tutti i potenziali patogeni  eliminati (es. e coli),  eliminati anche i  cattivi odori (2)

-     Nella parte successiva del processo, le componenti dei pannolini vengono separate meccanicamente (3)

-     Le nuove materie prime seconde così ottenute sono plastica e cellulosa. Si tratta di Materie prime seconde di elevato valore perchè i pannolini utilizzano plastiche e cellulosa di elevata qualità.

-     La plastica, sottoposta ad estrusione, assume la forma di piccoli pallini e  può essere riutilizzata in molteplici cicli produttivi per realizzare oggetti e arredi urbani. La cellulosa potrà essere utilizzata presso le cartiere per realizzare cartoni o come fertilizzante


Schema processo riciclo pannolini

Schema processo riciclo pannolini

595 risultati a“Riciclare i pannolini ora è possibile!”

  1. Bellissima notizia!!!

    E’ dal 2008 che Carla Poli ci racconta dei tentativi per ingegnerizzare il ciclo di recupero per i pannolini!

    E Ponte nelle Alpi ancora una volta insegna a tutti come si deve fare la collaborazione pubblico/privato nell’interesse di tutti!!!

    Complimenti Ezio.

  2. clementina ha detto:

    anche a Casarsa con Ambiente Servizi vengono raccolti separatamente . Sono anche loro reciclati?

  3. amanda ha detto:

    bellissimo, cosa devo fare per averlo anche nel mio comune?

  4. Paolo V. ha detto:

    Erano mesi che cercavo questa notizia. Posso chiedere un paio di chiarimenti?Si parla di un progetto pilota basato su 400.000 utenze. Significa una popolazione ampia e dispersa sul territorio, tranne che i casi di grandi città o aree metropolitane, difficilmente appartenente allo stesso Comune o ambito di raccolta (400.000 utenze non significa, immmagino, 400.000 cittadini ma un suo multiplo).
    - Come armonizzare tutto ciò a livello di tariffa/tassa?
    - Posto che i vantaggi sono in primo luogo di carattere ambientale, i costi di trasferimento del materiale quanto possono incidere? E’ possibile verificare la convenienza economica?

    • Vivo nel polesine la disoccupazione uomini donne e ragazzi è enorme , per noi donna potrebbe essere anche una opportunità di lavoro, come possiamo fare per avviare questa attività magari di recupero e poi mandarli dove li lavorano? sarebbe bello avere una risposata grazie anzi può diventare un’attività oppure ci rimettiamo solamente?

  5. Rosanna Saviane ha detto:

    Complimenti, davvero utile questa innovazione!

  6. laura ha detto:

    Finalmente, speriamo che impianti di riciclaggio pannolini nascano dappertutto: leggevo tempo fa in un articolo sull’argomento pubblicato da Bangkok Post sull’inserto domenicale (principale quotidiano Thailandese) che in fin dei conti i pannolini usa e getta sono comunque più convenienti di quelli riutilizzabili e che nel mondo (Canada, UK, Australia, USA) ci sono impianti di riciclo. Mi domandavo quando sarebbe diventato realtà anche in Italia. Bravi.

  7. Luca ha detto:

    Sempre più avanti, avanti così! COMPLIMENTI Ezio.
    Luca

  8. Luisa Maria Orsi ha detto:

    Non capisco perchè magnificare questa industria dell’usa e getta alla seconda (doppio sforozo industriale prima per produrre 1500 pannolini a bambino e poi per riciclarli), quando esistono i pannolini lavabili.

    • admin ha detto:

      Cara Luisa, il nostro Comune sostiene economicamente (con un contributo di 190 Euro) le famiglie che vogliono passare dall’usa e getta a pannolino lavabile.
      Nonostante questo siamo riusciti a coinvolgere un numero limitato di mamme-papà evidentemenmte più sensibili o con qualche disponibilità di tempo in più.
      La maggior parte delle persone usa pannolini monouso e li getta nell’indifferenziato. Stiamo parlando di quantità enormi di materia che attualmente vanno a finire
      sotto terra nelle discariche oppure negli inceneritori che ci avvelenano. Questa materia è persa per sempre!
      Questo progetto parte da una collaborazione con due aziende che con noi hanno condiviso la necessità di trovare una soluzione semplice e pulita per recuperare la materia (carta e plastica) dai pann0lini e reimmetterla nel cilclo produttivo in sostituzione della materia prima. Naturalmente prima è stato fatto un bilancio energetico (LCA) dell’operazione dal quale risula evidente l’effettivo risparmio energetico del riciclo del pannolino anche considerando le emissioni del ciclo di raccolta e trasferimento dei materiali.
      Insomma nessuma contrapposizione con il lavabile ma semplicemente un’azione responsabile che affronta molto concretamente un problema enorme finora irrisolto.

      • E’ vero che é assolutamente meglio riciclare almeno una volta i materiali contenuti nei pannolini, piuttosto che buttarli tutti direttamente in discarica, però é anche vero che anche in me, come in Luisa, sorge la domanda:

        - i pallini in plastica estrusa sono a loro volta riciclabili?

        - E gli oggetti fatti con questi pallini?

        L’LCA si ferma ad analizzare il bilancio del primo prodotto derivante dal riciclo, oppure fa un bilancio veramente completo, considerando anche la fine della materia prima secondaria?

        In ogni caso, complimenti per questo ennesimo risultato (é comunque un risultato), ed ancora in bocca al lupo per il futuro!!!

        • admin ha detto:

          Buongiorno Ester e grazie.
          -Il granulato in plastica estrusa è considerato materia prima-seconda e quindi sottoposto a norme UNI. Il granulato può essere impiegato nella produzione di manufatti in plastica in sostituzione (totale o parziale) delle materie prime (petrolio).
          Concordo con te che dobbiamo progettare un futuro libero dal giogo del petrolio a partire da una profonda conversione ecologica della produzioni, ma non possiamo non vedere che oggi in Italia si BUTTANO in discarica e negli inceneritori almeno 1 milione di tonnellate all’anno di assorbenti per la persona. Riciclare questi materiali è un dovere e noi stamo lavorando ad un sistema – raccolta trasferimento trattamento e recupero della materia nei cicli produttivi- che possa essere esteso ovunque.

    • Franco ha detto:

      Aihme’ gli studi dimostrano inequivocabilmente che nel bilancio ambientale totale i pannolini lavabili sono piu’ inquinanti di quelli in plastica!

  9. Toni Tesolin ha detto:

    Complimenti e bravi per aver aperto la strada con questa nuova esperienza. Speriamo che molti vi imitino.

  10. bernardo ha detto:

    Complimenti Ezio !
    ma vorrei un chiarimento l’articolo dice che da 1 tonnellata di pannolini si recuperano 150 kg di plastica ed oltre 350 di cellulosa che è già un’ottima cosa ma gli altri 480-500 kg che fine fanno?
    Grazie

    “Economia
    Nuova materia prima seconda :
    - da una tonnellata di pannolini usati riciclati si ottengono quasi 150 kg di plastica da usare in nuove produzioni (arredi urbani, oggetti ecc.) e più di 350 kg di materia organico-cellulosica da usare per la produzione di cartoni o come fertilizzante capace di restituire nutrienti a terreni depauperati.”

  11. Bellissima iniziativa! Anche io ho usato i lavabili e anche gli usa e getta ecologici e credo che rimangano le soluzioni a più basso impatto, ma un’alternativa del genere che incide su un mercato di massa è una novità che va a ‘salvare’ una quantità di rifiuti incredibile. Complimenti per le sinergie che siete riusciti a instaurare.
    Elisa

    ps ci siamo anche incontrati una volta ad un incontro a Bassano organizzato dalla lista civica di cui faccio parte :) .
    Buon lavoro!!

  12. scusate ma x curiosità… sono riciclabili anche quelli sporchi di cacca? domanda di mamma molto terra terra ;)

    • admin ha detto:

      Sì Elena, stiamo parlando proprio dei pannolini usati: Il processo prevede una sterilizzazione completa con vapore al alta pressione e la successiva separazione meccanica di carta e plastica.

  13. Carmelita ha detto:

    Complimenti al Comune di Ponte nelle Alpi, alla cittadinanza attiva, e grazie ad “Arianuova” che ci informa e ci coinvolge in tante ed importanti iniziative.

  14. Notizia rivoluzionaria, speriamo prenda piede capillarmente, in parallelo alla diffusione di altre buone prassi come la “prevenzione”: evitare la creazione di un rifiuto è sempre meno oneroso – in termini ecologici ed economici – che riciclarlo. Comunque, complimenti

  15. Articolo di notevole importanza, ben fatto, è utilissimo leggerlo, grazie

  16. antonio ha detto:

    Mi pare una buona notizia, anche se pure io concordo che il meglio è il pannolino lavabile e che il ricilo, culturalmente, ci mette nella posizione di usare materia ed energia senza preoccuparci degli effetti (si comincia con il consumismo, si finisce con l’inquinamento). Sul processo del riciclaggio dei pannolini però ho anche una domanda,come mai da da una tonnellata di pannolini usati si arriva a ottenere “quasi 150 kg di plastica [...] e più di 350 kg di materia organico-cellulosica”, che fine fanno gli altri 500 kg?

  17. neurettore ha detto:

    Mi congratulo con la vostra iniziativa e con la vostra determinazione e spero che abbiate successo.Vi invito a mandare a tutti i comuni italiani un video con il processo e mi auguro che voi abbiate presentato i dati per richiedere un sostegno regionale al vostro progetto.

  18. luigia gallo ha detto:

    Come procurare attrezzi per riciclare pannolini?

  19. stefano ha detto:

    buona iniziativa

  20. vale ha detto:

    scusate, ma questo procedimento e i test sono stati fatti solo su pannolini usati.. potrebbe essere valido anche per gli assorbenti femminili usa e getta?

  21. Magda ha detto:

    Abito a Ponte e stavo per comperare i lavabili su internet, quando su questo sito vengo a conoscenza del contributo dato dal comune. Ottimo incentivo ma bisognerebbe pubblicizzarlo di più!
    Un idea sarebbe inviare una lettera alle famiglie dei nuovi nati per far conoscere il progetto dei lavabili. Se anche una famiglia su dieci aderisse avremmo 6000 pannolini in meno da riciclare!
    Io li sto usando da un mese con la mia bambina e sono molto contenta, l’ho fatto principalmente per la sua salute (vedi plastiche e componenti chimici degli usa e getta).
    Per chi pensa che i lavabili diano un gran lavoro posso dire che si tratta semplicemente di fare e stendere 2 lavatrici a settimana. E poi in tempi di crisi il risparmio rispetto agli usa e getta è notevole!

  22. Paolo ha detto:

    Ma sapete che esistono sul mercato dei pannolini completamente compostabili al costo dei pannolini normali che sono in attesa dell’autorizzazione all’immissione nei rifiuti compostabili?
    Il tutto è fermo al Parlamento.
    Mi chiedo come mai.

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