Ehi, Mario!

Ehi, Mario!

Caro Mario,

ti scrivo come fa Enrico… per proporti però, molto concretamente, un’azione possibile di economia responsabile capace di generare in tempi brevi: occupazione qualificata, reattività del mercato locale (detta così so che ti piace di più), diminuzione delle spese correnti degli enti locali, riduzione strutturale delle emissioni in atmosfera…

Interventi sul patrimonio edilizio degli enti locali

Il patrimonio edilizio degli enti locali, scuole, strutture sportive, ospedali, a parte alcune eccezioni,  è formato da strutture costruite tra gli anni cinquanta e gli anni settanta.

Sono, per lo più, edifici fortemente energivori, privi di coibentazione, poco o niente manutenuti  e utilizzano  tecnologie: centrali termiche, impianti elettrici, impianti idrici in gran parte obsoleti, quando non addirittura fuori norma.  Questa situazione, oltre ad aumentare il fattore di rischio per chi usufruisce delle strutture,  produce  un continuo aumento delle relative voci di spesa per le pubbliche amministrazioni. La bolletta energetica degli enti locali è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi dieci anni e incide in modo sempre più rilevante ed insostenibile nelle spese correnti degli enti pubblici.

Mentre si tagliano nastri e si posano prime pietre di opere faraoniche, e ogni tanto si partecipa addolorati ai funerali delle vittime dei crolli,  si rinviano a data da destinarsi gli investimenti su interventi di ristrutturazione/riqualificazione del patrimonio infrastrutturale  pubblico spesso sprovvisto anche dei necessari requisiti di sicurezza, dal certificato di prevenzione incendi alle uscite di sicurezza. Si stima che nell’Europa centrale e nel nord Italia l’attuale  fabbisogno energetico di riscaldamento sia di 200 chilowattora per metro quadro all’anno. Un edificio che ha una durata media superiore ai cento anni presenta quindi un’enorme potenzialità di risparmio se ristrutturato. Il consumo di energia per il riscaldamento in edifici ristrutturati  si può ridurre dal 50% fino all’80%. In Germania si è calcolato che per ogni miliardo di euro investito nella ristrutturazione del patrimonio immobiliare si creano almeno 25000 posti di lavoro. Il potenziale risparmio di riduzione delle emissioni di CO2 e di altri inquinanti in atmosfera è rilevante e percentualmente comparabile al risparmio energetico ottenuto. La regola di principio alla quale attenersi dovrebbe prevedere una prima valutazione degli interventi sull’involucro edilizio capaci di ridurne il fabbisogno energetico (coperture, infissi, basamenti, pareti trasparenti ecc…) e successivamente l’applicazione delle migliori tecnologie possibili per coprire il fabbisogno energetico residuo.

Il piano operativo di  interventi di risparmio energetico negli edifici pubblici  potrebbe essere convenientemente finanziato dirottando le risorse destinate alle grandi opere e potrebbe prevedere:

  • Un’analisi energetica di tutti gli  edifici pubblici che verifichi lo stato generale delle strutture, (vetustà, conformità normativa) le criticità delle prestazioni energetiche, lo stato dei sistemi impiantistici  (riscaldamento/raffrescamento elettrico, idrico)
  • Progettazione e realizzazione degli interventi di ristrutturazione (coibentazione, sostituzione degli infissi)
  • Progettazione e realizzazione degli interventi di miglioramento degli impianti termici ed elettrici e idrici.
  • Progettazione e realizzazione, se ancora necessari,  degli interventi di produzione di energia da fonti rinnovabili: fotovoltaico, solare termico, biomasse, geotermico, minieolico.
  • Adeguato supporto normativo e procedurale

Questo piano di interventi dovrebbe prevedere elevati standard progettuali e costruttivi, uso di materiali biocompatibili  e sistemi  di avanzati di integrazione architettonica nelle strutture dei moduli solari e fotovoltaici. In tutte le fasi del piano dovrebbero essere coinvolti per le varie competenze oltre agli enti locali,  le università,  gli istituti di ricerca e il comparto produttivo.

Sono evidenti i benefici in termini ambientali ed economici di questo progetto e i sintesi si possono riassumere in:

  • Capillarità di diffusione degli interventi sul territorio nazionale: a differenza delle grandi opere ogni area del nostro paese ne trarrebbe indubbi vantaggi
  • Grande reattività economica del piano che potrebbe partire in tempi molto brevi
  • Il denaro investito andrebbe a   sostenere le piccole e medie imprese artigianali locali e un comparto industriale che impiega la tecnologia a favore della decrescita
  • Aumento della professionalità di progettisti tecnici e delle maestranze impiegate in interventi di elevata qualità
  • Investimento nella ricerca di un settore (risparmio energetico-produzione di energia da fonti rinnovabili) che  presenta grandi e solide prospettive di futuro
  • Riduzione strutturale delle emissioni in atmosfera di CO2 e altri inquinanti
  • Aumento del comfort di chi lavora in queste strutture
  • Riduzione della bolletta energetica e delle spese correnti degli enti locali
  • Progressiva riduzione strutturale della dipendenza dai combustibili fossili del nostro paese
  • Forte stimolo a privati e industria a adottare analoghi interventi in abitazioni private e aziende
  • Enormi potenzialità di generare in tempi brevi un cambiamento culturale: pensiamo alle possibilità offerte nell’affiancare percorsi educativi e formativi nelle scuole interessate da questi interventi

Caro Mario, questa è una prima cosa che possiamo fare da domani con enormi vantaggi per tutti, che ne dici?

Un risultato a“Caro Mario”

  1. Angelo ha detto:

    Caro Ezio
    Mi entusiasma la concretezza delle tue proposte.Dobbiamo aiutarti a far arrivare questi messaggi ai ponti di comando e che questi “nuovi” vogliano davvero ascoltare la voglia di cambiamento che la gente ha.

    Grazie ancora
    Angelo

    p.s. non mi arriva piu’ la mail dal blog…

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