Il contadino V.van Gogh

Il contadino V. van Gogh

Mio nonno era un contadino, parlava poco, e quando parlava, lasciava spesso i discorsi a metà, se ne usciva con poche parole, mai definitive, ti guardava sornione   e ti lasciava lì a pensare.

In quello spazio sospeso tra domande e risposte stava la saggezza del suo semplice cuore e della terra che curava con dedizione.

Da piccolo trascorrevo parte dell’estate da lui anche se abitava poco distante da casa mia.  Lo seguivo in campagna e apprendevo dalla misura dei suoi gesti quanto dalla sconfinata vivacità dei suoi occhi.

Alla sera quando insieme si tornava verso casa, si passava davanti alla fontana e poi ci si sedeva assieme sul carro, sotto il portico. Da lì si vedevano la campagna, i campi, i prati, i filari d’uva.

Era bello guardarsi indietro, lasciare lo sguardo scivolare sui bordi del campo e più su ad incontrare le nuvole oltre il bosco.

“Vedi – mi diceva mentre arrotolava la prima e ultima sigaretta della giornata – qualsiasi cosa farai nella vita dovrai restare sempre  un po’  contadino, dovrai prenderti cura di un pezzo di terra, con curiosità e attenzione, dovrai fare semplicemente quello che serve, la tua parte.

Ad Attilio

4 risultati a“Quello che serve”

  1. eugenia genny morandini ha detto:

    Grazie Ezio per quello che hai scritto…ho rivisto i nostri anziani che, piegati financo toccare terra, tenacemente coltivano il loro fazzoletto di orto…Grazie perchè l’ho rivisto qui, in Sicilia, dove per ora mi trovo! E la terra;tutta la terra, dovunque essa sia deve essere salvata!!! Complimenti per il tuo comune e per quello che stai facendo!!! Genny

  2. Alessandro ha detto:

    Come sai, sono nato su uno scoglio tra la Corsica e la Sardegna, nelle Bocche di Bonifacio…però ho incontrato un vecchio pescatore che al mio secondo giorno di lavoro su un peschereccio, vedendomi eccitato e forse preso dalla mania dei giovani di voler strafare, mi ha detto una frase che dopo tanti anni mi è rimasta ancora dentro…: “…se vuoi resistere e non vuoi lasciare mai quello che stai facendo…fai come i contadini, che hanno cura del loro pezzo di terra…cominciano presto la mattina e calibrano con calma i colpi di zappa che danno al terreno…così riescono ad arrivare fino a tarda sera…colpo dopo colpo…senza quasi mai fermarsi. Riescono così a fare la loro parte fino in fondo…Noi, pescatori d’aragoste facciamo la stessa cosa…”
    Non è che tuo nonno conosceva il mio vecchio amico pescatore?
    Un abbraccio
    Alessandro

    • admin ha detto:

      Era di certo suo amico, lo sono tutti quelli che si accostano con passo leggero alla saggezza della terra!

  3. commosso. parole incise sulla coscienza.

Lascia un commento